Ma quale Parco del Marzenego….. mi faccia un piacere…
di Carlo Cappellari e Renzo Rivis
Nel corso del Consiglio comunale di Venezia di giovedì 6 novembre 2025 è stato approvato il “P.D. 2025.1059 Accordo di Programma ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale del Veneto 23 aprile 2004, n. 11 nonché dell’art. 34 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, finalizzato alla realizzazione del parco fluviale del Marzenego tramite l’acquisizione al patrimonio comunale delle aree necessarie, ai sensi dell’art. 37 della LR n. 11/2004, in variante al PAT e al PI. Ratifica”.
Del Parco Fluviale del Marzenego (il fiume che attraversa Mestre e che sfocia in laguna di Venezia con il nome di canale “Osellino”) [Nota 1] si favoleggia già da sessant’anni e nel 2014 era addirittura stato realizzato un “masterplan” con disegnate aree umide, aree prative e aree boscate per poco più di due chilometri dai campi sportivi di Zelarino al parco urbano di Villa Querini in pieno centro a Mestre.
Il Masterplan Parco del Marzenego
Il masterplan (Fatto da ?) è rimasto nel cassetto fino al febbraio 2020 quando l’assessore De Martin ha comunicato alla stampa che Mestre aveva bisogno del Parco Fluviale del Marzenego, mentre un video mostrava il sindaco Luigi Brugnaro , diventato sindaco nel 2015, che mostrava il masterplan del 2014. [ Nota 2 ].
Nel 2021 è stato anche realizzato un video intitolato “Al via i lavori per il nuovo parco fluviale del Marzenego-Osellino” [Nota 3].
Peccato che il video si riferisca al fiume Marzenego mentre il post del 3 giugno 2021 sulla pagina facebook dell’allora assessore Venturini(oggi neoSindaco di Venezia) in cui scrive che “da lunedì partiranno i lavori di riqualificazione ambientale, un progetto da 26 milioni...” si riferisca ai lavori sul canale Osellino che si trova un paio di chilometri più a sud (lavori di disinquinamento ancora in corso n.d.r)
I lavori per il Parco Fluviale del Marzenego non potevano partire perchè non esiste nessun progetto né tantomeno ci sono i soldi per farlo, ma evidentemente solo quelli per il video.
Malgrado non esista il progetto e non ci siano i soldi il Comune ha pensato di acquisire a patrimonio le aree necessarie, indicate in verde, non espropriandole, ma concedendo in cambio al proprietario di edificare 80.000 metri cubi di fabbricati nelle aree che vedete evidenziate in viola. (Mappa verde e viola).
Si tratta di uno scambio piuttosto vantaggioso per la proprietà che offre aree sostanzialmente inedificabili con la possibilità di edificare in cambio 250-300, ma secondo altre stime 500-600, appartamenti in altre aree, di una decina di ettari, di sua proprietà.
Direte che però il Comune ha portato a casa ben 24 ettari di terreni vergini su cui scorrono ben tre corsi d’acqua. il fiume Marzenego, lo scolo Roviego e lo scolo Dosa.
La verginità dell’area ha però i giorni contati perché fra i punti detti “ambiti di atterraggio” in cui atterreranno i condomini c’è anche il punto “G” (punto G) che si trova fra il Forte Gazzera, lo scolo Dosa e lo scolo Roviego ed è ora area agricola (punto “G” ora); una eresia come fare un condominio al centro di Piazza Ferretto o un chiosco dentro il Duomo.
Il cemento che atterrerà nel punto “G” farà sorgere presumibilmente 25-30 appartamenti divisi su due condomini in cui è previsto abiteranno 59 persone. (punto G domani).
Siamo subito corsi a fare le foto del punto “G” prima che vengano messe le reti di cantiere e non ci sia più la possibilità di documentare l’area vergine prima che perda la verginità.
Abbiamo imboccato via Brendole con direzione Gazzera-Zelarino fino ad incontrare sulla sinistra l’ingresso di Forte Gazzera mentre sul lato destro, dopo cento metri, finisce l’abitato e c’è un terreno agricolo il cui fronte strada è di un centinaio di metri.
Quando, sulla sinistra finisce il forte Gazzera e sbuca via Forte Gazzera, a fianco del campo da rugby , dall’altra parte di via Brendole inizia il terreno agricolo che ormai conosciamo come punto “G“.
Il terreno si estende fra due filari di alberi, è completamente libero, e, sullo sfondo, potete vedere sulla sinistra il molino Ronchin e fra gli alberi villa Barbarich che stanno sulla sponda del fiume Marzenego che dovrebbe fare da confine ovest al Parco Fluviale del Marzenego.
Si tratta quindi della zona ideale per realizzare un parco fluviale e non c’è dubbio che il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive , che ha realizzato già una quarantina di interventi di fitodepurazione con la creazione di aree umide e ricche di biodiversità, ne farebbe un gioiello verde.
Al contrario l’area non si presta proprio agli ingordi interessi di chi vuole farne l’ennesima grigia colata di cemento , magari chiamandola “Residence Parco Fluviale del Marzenego” e per rendersene conto basta proseguire fino allo scolo Dosa qualche decina di metri più avanti.
Dopo duecento metri lo scolo Dosa piega verso sud per andare a confluire nello scolo Roviego .
L’area sulla sinistra idrografica dello scolo Roviego è tutta area ceduta per il futuro parco fluviale del Marzenego mentre sulla destra idrografica , subito dopo gli alberi sulla destra c’è il punto “G“.
Non credo serva essere indovini o ingegneri idraulici per comprendere che costruire due condomini nel punto di confluenza di due scoli, entrambi cementati ed entrambi senza argini, renda quei due condomini due futuri giganti grigi con i piedi a mollo.
Con il Comitato Parco Fluviale del Marzenego abbiamo seguito tutto l’iter dell’accordo di programma partecipando a tutte le commissioni fra cui quella in data 28 ottobre 2025 in cui l’arch. Bordin ha spiegato che è vero che il Parco Fluviale del Marzenego non esiste, come non esiste nessun progetto dello stesso, trattandosi di una “semplice suggestione”, ma che esiste un metaprogetto ovvero un “processo” che non può che iniziare con l’acquisizione delle aree su cui fare il Parco. [Nota 4]
Al Consiglio Comunale di giovedì 6 novembre 2025 siamo intervenuti, a nome del Comitato Parco Fluviale del Marzenego, previa richiesta alla Presidenza, per spiegare all’arch. Bordin, che anche noi conosciamo cos’è un processo e siamo convinti che il processo che darà avvio alla cementificazione del punto “G” porterà molti altri processi da parte degli acquirenti di quelli appartamenti che non si ritroveranno ad abitare fra il verde del Parco Fluviale del Marzenego ma in mezzo al fango di un’area destinata ad essere periodicamente allagata. [Nota 5]
Non siamo riusciti a farci capire molto bene perché la votazione è stata favorevole all’accordo di programma con 19 voti a favore (maggioranza) e 11 contrari (minoranza).
Il giorno dopo , durante il convegno “IL NUOVO VOLTO DI MESTRE” Renzo Rivis ha spiegato che il Parco Fluviale del Marzenego non esiste, che è una semplice suggestione, che non c’è un progetto e che non ci sono fondi e che quindi, la sostanza dell’accordo di programma consiste solo in 80.000 metri cubi di cemento spalmato sul territorio. [Nota 5] .
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- Nota 1 https://www.ilfiumemarzenego.it/parco-del-marzenego-2a/
- Nota 2 https://www.youtube.com/watch?v=bC1vhl9FaTg
- Nota 3 https://www.facebook.com/watch/?v=554896165893012
- Nota 4 al minuto 18,20 https://streaming.comune.venezia.it/basestream.php?tipo=commissione&data=27102025_4&cal=atti-assemblee/1/atto/1858&anno=2020
- Nota 5 a ore 1.27.20 https://youtu.be/fIEF6uJjjjo
- https://www.comune.venezia.it/it/content/delibera-consiglio-comunale-n-9-15022024
- https://www.comune.venezia.it/it/content/dettagli-delibera-consiglio?anno=2025&numero=47