Fra non molto , il 22 maggio, ricorrerà la 33esima giornata mondiale della biodiversità che ha lo scopo di aumentare la comprensione e la conoscenza della diversità biologica.
Stupisce che amministratori pubblici di ogni ordine istituzionale dimentichino operativamente gli impegni sottoscritti a livello internazionale per salvaguardare l’ambiente. E’ il caso del progetto dell’istallazione di pannelli fotovoltaici presentato dalla Rai per valorizzare l’area dove sorgevano le antenne dal 1930. Occupando circa 2000 m2. di barena.
Le parole comprensione e conoscenza sono e rimangono ancora sconosciute a coloro che hanno il compito di verificare la proposta e l’obbligo di salvaguardare l’ambiente e il bene comune.
Questo progetto sacrifica inutilmente un’ampia porzione di ambiente che ha conservato in questi 90 anni un patrimonio biologico e genetico tutto da scoprire. Attualmente l’area interessata (circa m2 2000) è condivisa tra opere murarie di servizio e aree libere all’escursione di marea, la quale entrando e uscendo attraverso dei fori ricavati sulla recinzione in cemento consente la sopravvivenza degli organismi nel loro habitat naturale. Sotto l’aspetto delle opere edilizie necessarie per realizzare questo progetto si deve osservare che sicuramente i basamenti in calcestruzzo armato per sostenere i pannelli solari verranno posizionati ad un livello di medio mare superiore alle normali maree ed inoltre saranno realizzati percorsi necessari per le manutenzioni. In sostanza di fatto verrà sottratta una porzione della superficie di barena con l’effetto di impedire l’espansione delle maree, quindi derogando alle limitazioni dettate dalla normativa speciale per la salvaguardia dei Venezia e della sua laguna e distruggendo una più ampia area di per le indispensabili opere di cantiere (movimenti terra, opere complementari e di sicurezza del cantiere mezzi pesanti ecc.)
Dal punto di vista della compatibilità urbanistica-territoriale si rammenta che un tale impianto costituito di superfici riflettenti la luce solare può generare distrazioni o abbagliamenti ai piloti degli aeromobili proprio perché dislocato in pieno ambito della traiettoria di atterraggio dell’aeroporto Marco Polo di Tessera con evidenti rischi al voli in transito. Considerata poi l’appartenenza a pieno titolo al contesto lagunare (gli impianti RAI sono all’interno della conterminazione della laguna) la tutela paesaggistica deve essere prevalente, anche per lo stato di fatto dell’area dove, tolti i tralicci, le connotazioni appartengono al paesaggio lagunare (cui al D.M 1 agosto 1985), peraltro entro l’area UNESCO.
Inoltre la popolazione di Campalto, per tanto tempo sottoposta a intensi campi elettromagnetici1, adesso si aspetta un ripristino della sky line ritenendo che le condizioni odierne delle tecnologie attualmente esistenti esaudiscono ampiamente le necessità di trasmissione dell’azienda con infrastrutture di minor impatto visivo sostitutive degli enormi impianti esistenti.
Si capisce che l’obiettivo generale del proponente è quello di avviare una sorta di transizione energetica verso una fonte rinnovabile con cui alimentare i propri impianti, ma non è certo una buona idea quella di farlo oltraggiando ed eliminando un ambiente naturale residuo pur sapendo che le barene sono un contesto naturale in veloce regressione in laguna di Venezia.
Chiediamo quindi che la RAI Way faccia un ulteriore sforzo ideativo e di programmazione che dimostri consapevolezza della delicatezza dei luoghi, cercando un altro luogo, anche prossimo agli impianti, dove realizzare i propri progetti, privo di queste specificità ambientali che custodiscono una importante porzione di biodiversità di cui il contesto lagunare ha stretto bisogno.
E comunque ci aspettiamo anche che gli organi di governo deputati alla gestione del paesaggio (Soprintendenza ai BB.AA., Regione Veneto, Comune di Venezia, ecc.) dovrebbero pronunciarsi in senso cautelativo per evitare che la Laguna intera diventi in un domani ormai prossimo un fiorire di campi di pannelli riflettenti in ogni angolo lagunare al posto delle bellissime fioriture estive del Limonium narbonense (cfr. foto Selina Zampedri) e delle altre specie di flora barenicola.
Campalto, 22 marzo 2025
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Radio 3 [1368kHz] a Venezia è stato chiuso il 7 marzo 2004 . RAI Way sottolinea che la chiusura dell’impianto è avvenuto in “ottemperanza a quanto disposto dalla Regione Veneto” evidentemente per il superamento dei limiti di legge dell’intensità del campo elettromagnetico generato dall’impianto di Campalto. L’impianto di Venezia Campalto che diffondeva il programma radiofonico Radio 3 in Onde Medie sulla frequenza di 1368 kHz è stato pertanto spento a tempo indeterminato dal pomeriggio del 7 marzo 2004.